

| Dosaggio | Confezione | Prezzo per dose | Prezzo | ||
|---|---|---|---|---|---|
| 150mg | 360 compresse | €2,07 | €1.064,84 €745,39 | Miglior prezzo Popolare | |
| 150mg | 240 compresse | €2,29 | €783,83 €548,68 | ||
| 150mg | 180 compresse | €2,42 | €621,15 €434,80 | ||
| 150mg | 120 compresse | €2,59 | €443,67 €310,57 | ||
| 150mg | 90 compresse | €2,81 | €361,10 €252,77 | ||
| 150mg | 60 compresse | €3,04 | €260,04 €182,03 | ||
| 150mg | 30 compresse | €3,19 | €136,79 €95,75 | ||
| 300mg | 240 compresse | €2,42 | €831,90 €582,33 | ||
| 300mg | 180 compresse | €2,67 | €686,47 €480,53 | ||
| 300mg | 120 compresse | €2,93 | €502,83 €351,98 | ||
| 300mg | 90 compresse | €3,23 | €415,33 €290,73 | ||
| 300mg | 60 compresse | €3,45 | €295,78 €207,05 | ||
| 300mg | 30 compresse | €3,54 | €151,58 €106,11 |
La clindamicina è un antibiotico appartenente ai lincosamidi. Agisce legandosi al 50S della subunità ribosomale, interferendo con la sintesi proteica dei batteri e rallentando la loro crescita. Ha un buon assorbimento orale e una distribuzione nei tessuti che permette di raggiungere concentrazioni utili per molte infezioni. È particolarmente efficace contro batteri Gram positivi e contro numerosi anaerobi, ma non è attiva contro la maggior parte dei virus o contro molti batteri Gram-negativi. Disponibile in diverse formulazioni, tra cui capsule o compresse per uso orale, sospensione, crema cutanea e gel vaginale, la clindamicina è spesso scelta quando la penicillina non è adatta o quando i germi responsabili mostrano sensibilità all’antibiotico. La sensibilità locale può variare e il medico valuta l’opportunità di usarla in base al quadro clinico.
Viene impiegata per infezioni della pelle e dei tessuti molli, come cellulite, impetigo, ascessi e infezioni post-traumatiche. È utile anche in alcune infezioni delle vie respiratorie superiori e inferiori, nonché in infezioni odontoiatriche e parodontali. In ambito ginecologico è impiegata per alcune vaginiti infiammatorie e per infezioni pelviche. Può essere una scelta adeguata quando i batteri responsabili mostrano resistenza o allergia ad altri antibiotici, oppure in comorbidità che complicano la terapia. La decisione finale dipende dalla sensibilità del patogeno e dallo stato clinico del paziente.
Per uso orale, la dose solitamente raccomandata è di 300 mg ogni 6 ore, oppure 150 mg ogni 6 ore per infezioni meno gravi. In infezioni più gravi o con organismi particolarmente resistenti si può arrivare a dosi superiori, sempre secondo la prescrizione medica. Le formulazioni topiche per la pelle si applicano due o tre volte al giorno e la crema vaginale o il gel hanno schemi specifici indicati nel foglietto illustrativo. È importante non modificare né interrompere la terapia senza consultare il medico, poiché l’efficacia dipende dal rispetto del tempo di esposizione e dalla sensibilità del patogeno.
La clindamicina offre vantaggi concreti in infezioni populate da germi anaerobi e da alcuni streptococchi, con rapida riduzione dei sintomi in molti casi. È utile quando si cerca una terapia mirata a determinate infezioni cutanee o ginecologiche. Tra i limiti c’è la possibile comparsa di resistenze, motivo per cui non è sempre la prima scelta. Un profilo di effetti indesiderati e la possibilità di colite associata agli antibiotici sono fattori da valutare attentamente. Inoltre non agisce contro virus o funghi e la sua efficacia dipende dalla diagnosi accurata del patogeno.
Tra gli effetti comuni vi sono disturbi gastrointestinali come nausea, dolore addominale, diarrea lieve e rash. In casi rari possono comparire reazioni allergiche o alterazioni epatiche; l’uso prolungato o ad alte dosi richiede monitoraggio. La clindamicina va impiegata con cautela in presenza di malattie epatiche o renali gravi. Se si sviluppa diarrea severa o persistente, consultare subito un medico, perché potrebbe trattarsi di una colite associata all’antibiotico. La formulazione topica può provocare irritazione locale; evitare contatto con occhi e mucose.
La clindamicina può interagire con alcuni farmaci che influenzano la flora intestinale o aumentano il rischio di diarrea. È noto l’antagonismo con l’eritromicina, pertanto non è consigliabile usarle in contemporanea. È controindicata in soggetti con ipersensibilità nota ai lincosamidi o ad altri componenti del farmaco. In gravidanza e in allattamento, l’uso va valutato con attenzione dal medico: può essere prescritto solo se i benefici superano i rischi. In caso di malattia epatica grave o di terapie concomitanti, la dose e la durata vanno adeguate dal professionista sanitario.
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