Clindamicina

Farmacia Clindamicina (Clindamycin)

ConfezioneDosaggioPrezzoPrezzo per dose
Dosaggio: 150mg
371575360 compresse150mg€727,80€2,02
371576240 compresse150mg€535,74€2,23
371577180 compresse150mg€424,55€2,36
371579120 compresse150mg€303,25€2,53
37158190 compresse150mg€246,81€2,75
37158360 compresse150mg€177,73€2,97
37158430 compresse150mg€93,50€3,12
Dosaggio: 300mg
371578240 compresse300mg€568,59€2,37
371580180 compresse300mg€469,19€2,60
371582120 compresse300mg€343,68€2,86
37158590 compresse300mg€283,87€3,15
37158660 compresse300mg€202,16€3,37
37158730 compresse300mg€103,60€3,45
Clindamicina Descrizione

Cos'è la clindamicina

La clindamicina è un antibiotico appartenente ai lincosamidi. Agisce legandosi al 50S della subunità ribosomale, interferendo con la sintesi proteica dei batteri e rallentando la loro crescita. Ha un buon assorbimento orale e una distribuzione nei tessuti che permette di raggiungere concentrazioni utili per molte infezioni. È particolarmente efficace contro batteri Gram positivi e contro numerosi anaerobi, ma non è attiva contro la maggior parte dei virus o contro molti batteri Gram-negativi. Disponibile in diverse formulazioni, tra cui capsule o compresse per uso orale, sospensione, crema cutanea e gel vaginale, la clindamicina è spesso scelta quando la penicillina non è adatta o quando i germi responsabili mostrano sensibilità all’antibiotico. La sensibilità locale può variare e il medico valuta l’opportunità di usarla in base al quadro clinico.

Indicazioni principali

Viene impiegata per infezioni della pelle e dei tessuti molli, come cellulite, impetigo, ascessi e infezioni post-traumatiche. È utile anche in alcune infezioni delle vie respiratorie superiori e inferiori, nonché in infezioni odontoiatriche e parodontali. In ambito ginecologico è impiegata per alcune vaginiti infiammatorie e per infezioni pelviche. Può essere una scelta adeguata quando i batteri responsabili mostrano resistenza o allergia ad altri antibiotici, oppure in comorbidità che complicano la terapia. La decisione finale dipende dalla sensibilità del patogeno e dallo stato clinico del paziente.

Modalità d'uso e posologia

Per uso orale, la dose solitamente raccomandata è di 300 mg ogni 6 ore, oppure 150 mg ogni 6 ore per infezioni meno gravi. In infezioni più gravi o con organismi particolarmente resistenti si può arrivare a dosi superiori, sempre secondo la prescrizione medica. Le formulazioni topiche per la pelle si applicano due o tre volte al giorno e la crema vaginale o il gel hanno schemi specifici indicati nel foglietto illustrativo. È importante non modificare né interrompere la terapia senza consultare il medico, poiché l’efficacia dipende dal rispetto del tempo di esposizione e dalla sensibilità del patogeno.

Benefici e limiti

La clindamicina offre vantaggi concreti in infezioni populate da germi anaerobi e da alcuni streptococchi, con rapida riduzione dei sintomi in molti casi. È utile quando si cerca una terapia mirata a determinate infezioni cutanee o ginecologiche. Tra i limiti c’è la possibile comparsa di resistenze, motivo per cui non è sempre la prima scelta. Un profilo di effetti indesiderati e la possibilità di colite associata agli antibiotici sono fattori da valutare attentamente. Inoltre non agisce contro virus o funghi e la sua efficacia dipende dalla diagnosi accurata del patogeno.

Effetti indesiderati e precauzioni

Tra gli effetti comuni vi sono disturbi gastrointestinali come nausea, dolore addominale, diarrea lieve e rash. In casi rari possono comparire reazioni allergiche o alterazioni epatiche; l’uso prolungato o ad alte dosi richiede monitoraggio. La clindamicina va impiegata con cautela in presenza di malattie epatiche o renali gravi. Se si sviluppa diarrea severa o persistente, consultare subito un medico, perché potrebbe trattarsi di una colite associata all’antibiotico. La formulazione topica può provocare irritazione locale; evitare contatto con occhi e mucose.

Interazioni e controindicazioni

La clindamicina può interagire con alcuni farmaci che influenzano la flora intestinale o aumentano il rischio di diarrea. È noto l’antagonismo con l’eritromicina, pertanto non è consigliabile usarle in contemporanea. È controindicata in soggetti con ipersensibilità nota ai lincosamidi o ad altri componenti del farmaco. In gravidanza e in allattamento, l’uso va valutato con attenzione dal medico: può essere prescritto solo se i benefici superano i rischi. In caso di malattia epatica grave o di terapie concomitanti, la dose e la durata vanno adeguate dal professionista sanitario.