
Farmacia Ticlopidina (Ticlopidine)
| Confezione | Dosaggio | Prezzo | Prezzo per dose | |
|---|---|---|---|---|
| Dosaggio: 250mg | ||||
| 180 compresse | 250mg | €535,26 | €2,97 | |
| 120 compresse | 250mg | €392,06 | €3,26 | |
| 90 compresse | 250mg | €323,88 | €3,60 | |
| 60 compresse | 250mg | €237,79 | €3,96 | |
| 30 compresse | 250mg | €136,36 | €4,54 | |
Ticlopidina Descrizione
Proprietà e meccanismo d'azione
Ticlopidina è un principio attivo antitrombotico appartenente alla classe delle tienopiridine. Agisce sull’aggregazione piastrinica inibendo irreversibilmente il recettore P2Y12 per l’ADP. Questo ostacola la risposta delle piastrine all’ADP e riduce la formazione di trombi. L’effetto si manifesta gradualmente ed è legato al turnover delle piastrine; finché restano piastrine inattive, l’azione anticlot è presente. L’inibizione piastrinica è persistente finché non si formano nuove piastrine, per cui la reversibilità è legata al ricambio cellulare nel sangue.
Usi clinici
Le indicazioni principali riguardano la prevenzione di ictus ed eventi ischemici in pazienti con malattia cerebrovascolare o aterosclerosi. In passato veniva spesso associata all’aspirina per potenziare la protezione antitrombotica, ma questa combinazione aumenta il rischio di sanguinamenti. Oggi, a causa del profilo di sicurezza, la ticlopidina è meno utilizzata rispetto ad altri inibitori P2Y12 come il clopidogrel, che presentano minori problemi di ematologici gravi.
Effetti indesiderati e sicurezza
Gli effetti indesiderati più gravi riguardano il midollo osseo: neutropenia o agranulocitosi, che possono essere potenzialmente pericolose. Per questo motivo è necessario controllare la conta leucocitaria periodicamente, soprattutto nelle prime settimane di trattamento. Altri effetti comuni includono dispepsia, diarrea, nausea, rash cutaneo e alterazioni dei test di funzionalità epatica. Raramente si verificano ittero, rash severo o reazioni allergiche gravi. Il sanguinamento può aumentare se si assumono contemporaneamente altri farmaci antitrombotici o anticoagulanti.
Considerando il profilo di sicurezza, l’uso della ticlopidina è spesso riservato a scenari particolari. L’interruzione improvvisa può provocare una rapida perdita di protezione antitrombotica; per questo motivo le decisioni terapeutiche sono prese con attente valutazioni cliniche e monitoraggio.
Avvertenze e monitoraggio
Prima di iniziare il trattamento si valuta la storia clinica, si eseguono esami ematologici e di funzionalità epatica. Durante la terapia, si controllano regolarmente la conta leucocitaria e gli enzimi epatici, per individuare eventuali segni di agranulocitosi o epatotossicità. Si segnalano immediatamente febbre, infezioni frequenti, sanguinamenti insoliti o ittero. È consigliato evitare alcool in eccesso e non assumere altri farmaci senza consulto medico, perché alcuni possono aumentare il rischio di sanguinamento.
In popolazioni particolari, come anziani o pazienti con malattie epatiche o renali, la terapia va valutata con cautela. La decisione di continuare o modificare la terapia dipende dall’equilibrio tra beneficio ridotto delle trombosi e potenziali rischi ematologici.
Interazioni
La ticlopidina può aumentare il rischio di sanguinamento quando è associata ad anticoagulanti, farmaci antipiastrinici o FANS. Può anche interagire con farmaci che influenzano la funzione epatica o gastrica. Per questo motivo è fondamentale informare il medico su tutti i farmaci in uso, inclusi quelli da banco e gli integratori. L’uso concomitante va valutato attentamente e richiede sorveglianza clinica e laboratoristica.
Aspetti pratici e dosi
La dose abituale era di 250 mg due volte al giorno; alcune formulazioni prevedono regimi simili. La terapia è di lunga durata e la decisione di sospenderla deve essere presa dal medico in base all’andamento clinico e agli esami di laboratorio. Non assumere mai farmaci o integratori senza indicazione professionale e consultare sempre il medico prima di modificare la terapia.
Aspetti farmacocinetici
Ticlopidina viene assorbita rapidamente e viene metabolizzata nel fegato in metaboliti attivi. L’azione antitrombotica si sviluppa tipicamente entro alcuni giorni dall’inizio della terapia. L’effetto persiste finché rimangono piastrine attive e ricambio ematico. L’eliminazione dei metaboliti avviene principalmente tramite il rene, con una variabilità interindividuale che influenza la durata dell’effetto e la necessità di monitoraggio clinico.